Federica Micucci

Antropologa e Counselor
specializzata nei processi creativi

Un progetto può fermarsi, deviare o assumere una forma inattesa. Dare un senso a ciò che sta accadendo è il primo passo per scegliere come proseguire.

Dentro ai processi creativi

Una pratica creativa non esiste separata dalla vita di chi la porta avanti. Cambiamenti biografici, relazioni, condizioni materiali e scelte professionali possono modificarne ritmi, possibilità e durata.

Negli anni ho lavorato con artisti, performer, musicisti, fotografi, artigiani, curatori, ricercatori e altri professionisti impegnati in processi di ideazione e ricerca. Molti attraversano più discipline, cambiano linguaggio nel tempo o lavorano in territori difficili da ricondurre a una sola definizione.

La consulenza privata si è intrecciata con il lavoro negli enti di formazione artistica, e di ricerca, negli sportelli di ascolto, nei collettivi e nelle collaborazioni professionali.

Queste esperienze mi hanno insegnato a guardare ai processi creativi come a realtà in movimento. Ci sono momenti in cui una forma va sostenuta, altri in cui ha bisogno di trasformarsi, e altri ancora in cui occorre riconoscere che non corrisponde più a ciò che la persona, la pratica o il progetto stanno diventando.

Consulenza

Consulenze individuali per affrontare questioni concrete legate alla pratica creativa, ai progetti e alla vita professionale.

Servizi di ascolto e orientamento

Progettazione e gestione di servizi di ascolto, consulenza e orientamento per accademie, conservatori, scuole, enti e organizzazioni.

Ricerca e progettazione

Collaborazioni a progetti artistici e culturali attraverso consulenza antropologica, indagine qualitativa e costruzione narrativa.

Salute creativa

Il mio modo di guardare alla pratica creativa nasce dall’ Antropologia della salute, che osserva come persone e collettivi costruiscono significati intorno alla salute, alla cura e al ben-essere. Questa prospettiva mi porta a considerare ogni pratica come culturalmente situata: prende forma dentro relazioni, condizioni materiali, istituzioni, linguaggi e passaggi biografici.

Da qui nasce il concetto di salute creativa: la possibilità di mantenere viva e praticabile una ricerca nel tempo, riconoscendo ciò che la sostiene, ciò che la mette in difficoltà e ciò che chiede di essere trasformato.

Collaborazioni

Scientific Advisor, UNESCO Chair “Antropologia della salute. Biosfera e sistemi di cura”, Universita’ di Genova